Visualizzazione post con etichetta News. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta News. Mostra tutti i post

giovedì 7 maggio 2009

N.B.A.

Le origini dei nomi delle 30 squadre NBA



I nomi delle squadre sportive americane (dalle professioniste fino alle compagini delle high-school) sono tutte identificate da un "soprannome" che accompagna il nome della località nella quale risiedono.
Questo soprannome é talmente importante che talvolta le squadre cambiano città che le ospita ma si portano dietro il sopranome della franchigia: é successo ad esempio ai celeberrimi Lakers, trasferitisi da Minneapolis (dove il nome "lacustri" aveva senso) a Los Angeles nel 1960.

Qui puoi scoprire perché le 30 franchigie NBA si chiamano così:

Informazioni tratte da www.playitusa.com

EASTERN CONFERENCE

Atlantic Division
1.Boston Celtics: sono una delle più antiche squadre, fondati nel 1946, e sono sempre rimasti fedeli alla capitale del Massachusetts. In quell'anno l'allora presidente e fondatore Walter Brown decise di continuare con la tradizione irlandese a Boston. La città era piena di emigrati originari della terra di San Patrizio e il risultato fu una squadra con la maglia verde come i prati d'Irlanda e il nome degli antichi abitanti dell'isola.
2.New Jersey Nets: fondati nel 1967 inizialmente come New Jersey Americans. L'anno seguente lasciarono il New Jersey per andare a Commack, Long Island e diventare i New York Nets. Si pensò: se ci sono 2 squadre di New York per football e baseball perché non anche nel basket? Quandò però nel 1977-78 la squadra tornò al di là del fiume Hudson si decise di mixare i 2 nomi, e nacquero gli attuali New Jersey Nets.
3.New York Knicks: anch'essi presenti da tempi immemori (1946) devono la loro nomea all'antico nome dato ai colonizzatori olandesi della zona, i Knickerboxers. Questo perché questi stessi abitanti vestivano dei caratteristici pantaloni legati sopra il ginocchio detti "knickers".
4.Philadelphia 76ers: Sono i vecchi Syracuse Nats che nel 1963 vennero acquistati e portati nella città dell'amore fraterno. Il nome deriva ovviamente dal 1776 anno della Dichiarazione d'Indipendenza degli Stati Uniti D'America.
5.Toronto Raptors: il primo expansion team esterno al territorio degli USA prende il suo nome semplicemente da un concorso, "Name the team", vinto da chi proponeva l'antico dinosauro come simbolo del team. Nacquero nel 1995.

Central Division
1.Chicago Bulls: Si può facilmente pensare che il nome derivi dalla grande industria del bestiame presente nella zona della capitale dell'Illionis. Non è così. Il nome deriva dal fatto che il primo proprietario, Richard Klein, ammirava i tori e sperava di rivedere la stessa forza e resistenza dei bovini nella sua giovane franchigia (1966).
2.Cleveland Cavaliers: nel 1970 un giornale di Cleveland propose un concorso con in palio l'opportunità di dare il nome alla franchigia che stava per nascere nell'Ohio. Vinse chi propose Cavaliers, ultimamente modificato in Cavs.
3.Detroit Pistons: al contrario di come si possa pensare, il collegamento Motor City - Ford - Pistons è sbagliato. La squadra campione NBA 2004 infatti nacque nel 1948 ma a Fort Wayne. Si chiamarono Pistons sin dall'inizio perché il loro boss Fred Zollner era proprietario di un'enorme fabbrica di pistoni. Nel 1957 la squadra si mosse in direzione capitale del Michigan e il nome Pistons con lei.
4.Indiana Pacers: mantengono lo stesso nome dal 1967 per decisione dell'allora presidente che sperava che la sua squadra tenesse il passo delle migliori squadre dell'epoca.
5.Milwaukee Bucks: il nome fu un'idea di un ragazzo di nome R.D. Trebilcox originario di Whitefish Bay, Wisconsin che lo propose nel 1968 alla dirigenza. Vinse il confronto con altri nomi tipo Stags, Skunks e Stallion e il vincitore spiegò la sua scelta dicendo: "Il cervo è valoroso, un buon saltatore ed è veloce e agile".

Southeast Division
1.Atlanta Hawks: gli Hawks sono la squadra più vagabonda nella storia della Lega. Nacquero nel 1948, al momento della fondazione, erano i Tri-Cities Blackhawks. Le 3 Cities erano Moline e Rock Island (entrambe nell'Illinois) e Davenport (Iowa) e nel 1831 tra queste 3 località si combattè la Blackhawk War. Il nome della franchigia deriva appunto da questa battaglia in cui l'esercito degli Stati Uniti sconfisse duramente gli indiani, capitanati da Aquila Nera. Nel 1951 si trasferirono a Milwaukee, successivamente a St. Louis dal 1955 al 1968 a vincere un anello e solo nel 1968 arrivarono nella capitale della Georgia, loro attuale casa.
2.Charlotte Bobcats: il nome deriva da un concorso, che possiamo definire truccato. Questo perché vinse il nome Flight, in quanto i fratelli Wright erano originari della Carolina del Nord. Al proprietario Bob Johnson però non andava bene, preferì in barba agli organizzatori del concorso chiamare la neonata franchigia Bobcats. Oltre all'assonanza con il nome del presidente, la lince è uno dei pochi predatori indigeni della contea della città di Charlotte.
3.Miami Heat: i campioni del 2006 devono ricorrere anch'essi ad un concorso nel 1987 che vede vincere il termine Heat (calore) e il vincitore spiegare: "Quando pensi a Miami, è il caldo che ti viene subito in mente".
4.Orlando Magic: il giornale Orlando Sentinel sponsorizzò un "Name the Team" challenge e i 2 termini "finalisti" furono Magic e Juice. Vinse Magic, e questa fu la spiegazione data dal GM Pat Williams: "Magico è un sinonimo della zona di Orlando. Abbiamo il regno magico di DisneyWorld e il nostro motto turistico quindi è: Vieni dove c'è la magia". Sti Americani...
5.Washington Wizards: l'attuale regno di Gilbert Arenas nacque a Chicago nel 1961, e di nome faceva Packers, a causa della compagnia di spedizione del presidente. Quindi nel 1963 si trasferirono a Baltimora, e divennero i Bullets. Questo perché giocavano vicino ad una fonderia che produceva munizioni durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1973-74 dopo 10 anni di Baltimora si trasferirono nel distretto della capitale e divennero i Capitol Bullets. Questo fino al 1997, quando il proprietario del team, Abe Pollin, decise di cambiare il nome nell'attuale Wizards.

WESTERN CONFERENCE

Southwest Division
1.Dallas Mavericks: fondati nel 1980 trovarono il nome grazie ad un concorso di una radio di Dallas, che scelse Mavericks pensando che il termine portasse con se il "sapore" del Texas (maverick significa "capo di bestiame non marchiato", ma anche, per estensione di significato, "persona indipendente, individualista, ribelle").
2.Houston Rockets: nati nel 1967 come San Diego Rockets dopo 3 anni si trasferirono in Texas, mantenendo la loro denominazione originale. Si era infatti nell'era della "Nuova Frontiera" di Kennedy, ovvero lo spazio e le sue immensità. E quale città meglio di Houston con tutte i suoi centri di controllo spaziali per una squadra di nome "razzi"?
3.Memphis Grizzlies: come noto la loro base iniziale fu Vancouver, essendo l'altro expansion team canadese assieme ai Raptors. L'origine del nome è molto semplice, essendo il grizzly un elemento importante della fauna della British Columbia. Ha mantenuto lo stesso nome anche dopo il trasferimento nel Tennessee del 2001.
4.New Orleans / Oklahoma City Hornets: fondati nel 1988, sembrava dovessero chiamarsi Spirit, ma il termine siccome non piaceva troppo ai proprietari fu lanciato un concorso per trovare un altro nome. I finalisti erano Gold, Knights e Hornets ed ormai è facile intuire chi abbia vinto.
5.San Antonio Spurs: come per i Dallas Mavericks il loro nome fu scelto in un concorso e vinse perché rispecchiava molto l'anima del Texas e di San Antonio. Gli Speroni giocano all'ombra dell'Alamo dal 1973, e la loro città è appunto famosissima per i celebri rodei.

Northwest Division
1.Denver Nuggets: al loro arrivo nell'NBA si chiamavano Denver Rockets ma, come visto prima, c'era già la squadra di Houston a chiamarsi così. Scelsero allora il nome Nuggets (pepite), quanto mai appropriato per una zona tanto ricca di miniere d'oro come il Colorado.
2.Minnesota Timberwolves: come per molte altre franchigie fu un concorso a decidere il nome della squadra di Minneapolis. Arrivarono 6.000 idee, ma in finale rimasero Timberwolves e Bears. La prima opzione ebbe facilmente la meglio, sia perché il lupo è un animale locale, sia perché nessun altra squadra sportiva si chiamava così.
3.Portland Trail Blazers: i Tracciatori di Sentieri scelsero il nome attraverso un concorso organizzato nella capitale dell'Oregon nel 1970.
4.Seattle SuperSonics: il nome fu scelto da un certo Howard Schmidt nel 1967. La sua idea nacque dal fatto che in città c'erano gli enormi cantieri della Boeing per la costruzione degli aerei. Per ringraziarlo della trovata la dirigenza gli regalò un viaggio a Palm Springs in California e dei biglietti per tutta la prima stagione della squadra.
5.Utah Jazz: quando nel 1979 la squadra arrivò tra le montagne dello Utah da New Orleans portò con se logo e colori, mantenendo il nome Jazz, chiaramente il genere musicale sviluppatosi nella città della Louisiana.

Pacific Division
1.Golden State Warriors: sono i discendenti degli antichissimi Philapelphia Warriors, che si trasferirono a San Francisco nel 1962. Nel 1971 ci fu il definitivo spostamento, non così lungo come il primo, dall'altra parte della baia, e la denominazione definitiva di Golden State Warriors, essendo stata la California una terra di miniere e di caccia all'oro.
2.Los Angeles Clippers: quando nel 1971 i San Diego Rockets andarono a Houston lasciarono la città californiana senza basket per 7 anni, fino all'arrivo dei Braves da Buffalo. I proprietari non erano però contenti del nome e lo cambiarono in Clippers, velieri. Una volta infatti erano molti gli enormi velieri che sostavano nel porto di San Diego.
Quando la squadra nel 1984 si mosse verso Los Angeles si portò dietro il termine, nonostante si dubiti che qualche veliero sia mai stato ancorato alla città degli angeli.
3.Los Angeles Lakers: fino a prova contraria nella città di Kobe c'è il mare, non dei laghi. Peccato che i Lakers arrivarono là solo nel 1960, dopo 13 anni di militanza a Minneapolis, dove fu scelto Lakers. Il nome "I Lacustri" ha molto più senso nel Minnesota, lo "stato dei 10.000 laghi", ma si decise di mantenerlo anche a L.A.
4.Phoenix Suns: nel 1968 la nuova franchigia dell'Arizona fece un concorso per trovare un nome alla neonata squadra. In palio oltre ad un premio in denaro due abbonamenti ai "Soli". Vinse il termine Suns, che la spuntò su altri tipo Scorpions, Rattlers e Dust Devils.
5.Sacramento Kings: i loro antenati erano i Rochester Royals, che si trasferirono prima a Cincinnati, quindi a Kansas City. Qui nel 1972 dovette però cambiare nome perchè una squadra di baseball locale usava già il termine Royals. Si decise di rimanere sui nomi di sangue blu e nel 1975 si scelse definitivamente il termine Kings. Termine che fu portato a Sacramento nel 1985 assieme alla squadra e che tuttora identifica il basket nella capitale della California.

Informazioni tratte da www.playitusa.com.

Un lago strano

Il lago con il nome da 45 caratteri

Un lago del Massachussets dal nome chilometrico è stato indicato per anni con una dicitura sbagliata. Ora lo sbaglio sarà corretto.

Hanno sbagliato a scrivere il nome del lago "Chargoggagoggmanchauggagoggchaubunagungamaugg" sui cartelli stradali. E finalmente, dopo sei anni, verrà corretto. Si trova nel Massachusetts il lago con il nome più lungo del mondo. Ostico anche per gli amanti degli scioglilingua, lo si pronuncia così come si legge. Ispiratore di poeti e cantanti, le insegne con la denominazione errata sono diventate negli anni un'attrazione per migliaia di turisti. Ora, il tranquillo specchio d'acqua di tre chilometri quadrati avrà il suo nome originale, seppur sempre complicatissimo.

Il lago Webster, come hanno iniziato a chiamarlo più semplicemente le nuove generazioni che ne abitano le sponde, dal nome della città che lo "ospita", è da anni è al centro di polemiche e litigi tra residenti del posto, storici e studiosi. Il lunghissimo nome deriva dal linguaggio degli indiani Nipmuc e tradotto in italiano suona così: "Tu peschi dalla tua parte, io pesco dalla mia parte - e nessuno pesca nel mezzo". Sei anni fa l'amministrazione locale cambiò tutti i cartelli a causa di una tempesta che li danneggiò. Ci scappò, tuttavia, l'errore.

Già nel 2003 un reporter locale si accorse che la dicitura impressa sui cartelli stradali e turistici e in seguito anche nelle guide e sulle mappe non era del tutto corretta. Il ventesimo carattere dovrebbe essere una "u", invece della "o". Da alcuni documenti è poi emerso che alla 38esima lettera dovrebbe esserci una "h" al posto della "n". Una soluzione al dilemma è infine arrivata da Google, scrive il quotidiano locale Telegram. I responsabili hanno deciso di digitare tutte le versioni di Chargoggagoggmanchauggagoggchaubunagungamaugg nel motore di ricerca di Google e a spuntarla è stata la versione con la "u" invece della "o" e "h" al posto della "n".

Nomi sbagliati

Giovani a rischio se il nome è "sbagliato"


Ricerca Usa su 15 mila ragazzi: quelli che si chiamano in modo inconsueto si mettono più facilmente nei guai

Non dare a tuo figlio o a tua figlia un nome impopolare, cioè un nome strano o inconsueto: potresti condannarli a una vita trasgressiva o peggio criminale. Lo affermano due economisti della Università di Shippenburg, in Pennsylvania, David Kalist e Daniel Lee, sul numero di marzo della rivista Social science quarterly.

LA RICERCA - David e Daniel (due nomi molto popolari in America) hanno condotto una ricerca su 15 mila adolescenti, con risultati sbalorditivi. Quelli con il nome "sbagliato", hanno stabilito, sono i più inclini a mettersi nei guai con la giustizia. I due economisti, che hanno seguito le vicende dei 15 mila dall'87 al '91 in uno stato di cui tacciono il nome, hanno fornito una duplice spiegazione del fenomeno. Se il nome di un ragazzo non suona virile, Ashley a esempio, o non suona normale, come Tyrell, i compagni lo vedono in una luce ambigua, o negativa. E il ragazzo finisce per farsi una bassa opinione di sè, o per reagire malamente a quella che considera un'ingiustizia. A questa conclusione era già arrivato dieci anni fa un altro economista, Melvin Manis della Università del Michigan: "Il vostro nome può segnare il vostro destino" aveva ammonito.

LE FAMIGLIE - La seconda spiegazione riguarda i genitori. Meno sono colti e agiati, più scelgono nomi poco ortodossi. Ciò è vero anche per le ragazze madri. Gli economisti citano il nome più popolare per i maschi, Michael, e per le femmine, Allison: nelle famiglie del ceto basso, scrivono, se ne trovano pochi. E l'isolamento e l'indigenza, aggiungono, spingono i giovani alla cattiva condotta sia a scuola sia in strada. Kalist e Lee hanno persino compilato un indice di gradimento dei nomi maschili: David è a quota 50, Alec a quota 1. Una disparità significativa.

IL PRECEDENTE - La ricerca non è la prima del genere. La rivista Time, che l'ha resa pubblica, ricorda che nel 1993 alcuni altri studiosi appurarono che il pubblico tendeva a giudicare i ragazzi con il nome Geoffrey meno affidabili e destinati all'insuccesso, chissà perchè. E nel 2001, David Figlio, un economista dellauniversità della Florida, constatò che gli studenti con un nome controverso quale Kareem venivano sospesi più spesso degli altri. Il problema, ammettono però tutti i ricercatori, è che il gusto del pubblico cambia, e la popolarità o impopolarità di un nome può capovolgersi nel giro di vari anni.

L'ECCEZIONE DI OBAMA - Naturalmente, ogni regola ha la sua eccezione. La più vistosa è quella di Barack Obama. Barack è un bel nome, significa benedetto, ma durante l'adolescenza il presidente dovette rassegnarsi a sentirlo storpiare dai compagni. Nel corso della campagna elettorale ci scherzò su: "Chi mi diede il nome" dichiarò, ricordando di averne un secondo decisamente impopolare, Hussein, "evidentemente non immaginava che potessi candidarmi alla Casa bianca".


Nomi impossibili

Stop ai nomi impossibili

Gessicah, Kjara, Maicol, perfino Hashjah e Sciantal. O ancora Mahatma e Addison. È boom di nomi stranieri, storpiati, sgrammaticati, a volte ridicoli nel Tigullio. Lo sanno bene alla procura della Repubblica di Chiavari dove, da tre settimane a questa parte sono letteralmente subissati di segnalazioni da parte degli uffici comunali dello Stato civile. Il caso più eclatante è senza dubbio quello di un bimbo appena nato che i genitori volevano a tutti i costi chiamare "Bottom". Forse mamma e papà erano affascinati dal nomignolo straniero o volevano regalare al figlio un nome davvero unico. Peccato che in lingua inglese quella parola significhi "fondo", ma nel linguaggio parlato sia utilizzata per indicare il sedere. Il tribunale ha provveduto ad accogliere la richiesta della procura di Chiavari e ha imposto al neonato un altro nome, ben più normale: "Giorgio, se non ricordo male - ammette il procuratore Luigi Carli - I familiari del piccolo, residenti nell'entroterra, probabilmente non sapevano nemmeno che cosa volesse dire quel nome che avevano scelto per il loro figliolo, ma tant'è insistevano. Pretendevano di chiamarlo Bottom".

Lo stesso pm Carli conferma: "Negli ultimi venti giorni ho ricevuto almeno sei segnalazioni da parte degli uffici anagrafici presenti sul territorio di competenza del tribunale di Chiavari". Un vero e proprio boom, testimoniato anche da Mario Lanata, dirigente dello Stato civile di Chiavari: "L'incremento c'è stato, ma le ragioni non le conosciamo. D'altro canto la legge parla chiaro. È il decreto del presidente della Repubblica numero 396 del 2000 a dettare le linee guida in materia di nomi e cognomi. Innanzitutto vi è divieto assoluto di imporre lo stesso nome del padre, di un fratello o di una sorella vivente, ma anche cognomi come nomi o nomi ridicoli o che possano procurare vergogna". La normativa del 2000, che modifica il Regio Decreto del 1939, nega anche la possibilità di mettere nome "Esposito" ad orfani e trovatelli, perché il comma 3 dell'articolo 34 del Dpr 396 proibisce di imporre "nomi o cognomi che facciano intendere l'origine naturale, o cognomi di importanza storica o appartenenti a famiglie particolarmente conosciute nel luogo in cui l'atto di nascita è formato", per quanto concerne figli di cui non sono conosciuti i genitori. "Per fare un esempio a noi vicino - spiega il procuratore Carli - nella Riviera diLevante non si potrebbe dar nome Giuseppe Garibaldi a un bimbo appena nato". Si tratta di limitazioni che possono apparire a volte eccessive, ma la realtà con cui devono confrontarsi ogni giorno magistrati e ufficiali giudiziari va oltre le attese: "Ho visto nomi storpiati, tradotti dall'inglese in un italiano sgrammaticato - dice ancora il pm chiavarese - nomi sentiti alla tv, alle soap opera e trascritti senza badare troppo all'uso corretto della lingua. Così sono capitati Gessicah, Maicol. Eppoi Hashjah... c'erano più acca che vocali. La Procura si è opposta, ma non so ancora come andrà a finire. Ad altri che volevano chiamare il figlio Mahatma, grande anima in sanscrito, ho suggerito di ripensarci... in fretta". In effetti a decidere sui nomi contesi è il tribunale.

"Va detto che l'Anagrafe non può "vietare" un nome - spiega ancora Lanata del Comune di Chiavari - Il comma 4 dell'articolo 34 del D.P.R. 396/2000 prevede che, di fronte ad un genitore ostinato, l'ufficiale, dopo aver informato il dichiarante, può trasmettere gli atti al Procuratore della Repubblica che, a sua discrezione, può attivarsi per chiedere una sentenza di rettifica del nome".

L'ultimo caso? Giusto ieri mattina: mamma e papà vogliono imporre al loro figlio un nome che in realtà è un cognome. "Uno dei genitori è straniero - conclude Carli - Probabilmente basterà chiarire alcuni dettagli per risolvere la faccenda. Dire loro che in Italia proprio non si può. La maggior parte delle volte, i genitori finiscono per essere ragionevoli".

LA CHIESA. "Il nome indica la propria identità più profonda e per questo bisognerebbe sceglierlo con attenzione, privilegiando il nome di un Santo o comunque un nome cristiano". Lo dice don Calogero Marino, vicario della Diocesi di Chiavari e parroco di Santa Maria Madre della Chiesa a Lavagna, che di battesimi ne celebra e ne ha celebrato. "Mai rifiutato il battesimo, certo a volte non è facile. Di fronte a certe scelte si rimane un po' interdetti. Quando non si condivide la decisione dei genitori, si parla con loro, si cerca di comprenderne le ragioni. Molto dipende dall'educazione che mamma e papà hanno avuto in precedenza, prima della cerimonia di battesimo. D'altronde si battezza il bimbo nella fede dei genitori, ma negare il Sacramento a un neonato... quello mai. Che colpa può avere un piccolo se i genitori scelgono per lui un nome originale?" La mania esterofila denunciata dai Comuni del Tigullio alla procura della Repubblica di Chiavari non allarma la Diocesi: "Non ho avuto la percezione netta di un incremento, accade ciclicamente che le famiglie si appassionino a un nome straniero piuttosto che a quelli della tradizione cristiana. Così si parla con loro, li si convince, magari, ad affiancare al nome straniero, quello di un Santo".

Ad ogni modo, ci sono sempre meno Maria e Giuseppe. Mentre crescono Giorgia, Sofia, Giulia e Davide, Filippo, Alessandro. È il risultato del bilancio anagrafico 2008 dei nati a Rapallo, Chiavari, Sestri Levante, Santa Margherita e Lavagna. A Rapallo, su 229 bebè residenti (119 femmine e 100 maschi), i nomi più gettonati sonoSofia, Beatrice, Giorgia e Martina per le femmine, Alessandro, Jacopo e Lorenzo per i maschi. A Chiavari, su 180 (82 maschi e 98 femmine) nuovi nati: Davide e Sofia sono i nomi più scelti. A Sestri Levante, 119 (57 maschi e 62 femmine) bebé: Filippo, Davide e Andrea i nomi "azzurri" più apprezzati, Martina e Sofia quelli "rosa" preferiti. A Lavagna, su 74 (43 maschi e 31 femmine) neonati, i nomi più ricorrenti sono Filippo, Andrea, Christian, Edoardo, Samuele e Tommaso, Giulia e Caterina. A Santa Margherita, infine, i nuovi nati erano 51: 21 maschi e 30 femmine. Vanno forte Sofia, Alice, Giorgia e Marta, Edoardo, Giacomo e Stefano.


mercoledì 6 maggio 2009

Nuovo Hitler

L’ Adolf Hitler del New Jersey rimane senza torta

Ma chiamare il proprio figlio Adolf Hitler secondo voi è una cosa normale?
Secondo me è una delle più grandi scelleratezze che si possano perpetrare nei confronti di un individuo che deve crescere e si deve formare.
Due genitori degenerati americani invece hanno proprio chiamato loro figlio così: “Il padre sarebbe infatti un noto negazionista dell’
Olocausto. Pure gli altri due figli portano nomi che di certo segneranno l’intera loro vita: una delle due figlie si chiama JoyceLynn Aryan Nation, da Aryan Nation, l’organizzazione neonazista fondata nel 1970 da Richard Girnt Butler. L’altra porta il nome Honszlynn Hinler Jeannie, che pronunciato ricorda molto quello di Heinrich Himmler, il Reichsführer delle SS organizzatore dell’Olocausto”
corriere.it

E quando i due poveretti hanno ordinato una torta di compleanno per il loro Adolf di 3 anni, con su scritto il nome del piccolo, la pasticcera si è rifiutata di farla: a questo punto la madre (degenerata nazista) si è indignata delirando a questo modo:
“Non possono nemmeno fare una torta per un piccoletto di tre anni? È una cosa molto triste. Si deve accettare un nome; un nome è un nome. Mio figlio non crescerà facendo le cose che ha fatto
Hitler”

Ma cosa può avere nella testa della gente così?
Cosa devono avere nella testa oltre alla merda intendo.

martedì 5 maggio 2009

Golem

Golem

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati di Golem, vedi Golem (disambigua).
Il Golem e Rabbi Loew in un disegno di Mikolas Ales (1852-1913)
La sinagoga Staronova nel quartiere ebraico di Praga. Secondo la leggenda, nella sua soffitta il rabbino Jehuda Löw ben Bezalel avrebbe nascosto il suo golem

Il Golem (ebr. גולם) è una figura immaginaria frutto della mitologia ebraica e del folklore medievale. Il termine deriva probabilmente dalla parola ebraicagelem che significa "materia grezza", o "embrione". Esso fa la sua prima apparizione nella Bibbia (Antico Testamento, Salmo 139:16) per indicare la "massa ancora priva di forma", che gli Ebrei accomunano ad Adamo prima che gli fosse infusa l'anima.

Indice

[nascondi]

Leggenda [modifica]

Secondo la leggenda, chi viene a conoscenza di certe arti magiche può fabbricare un golem, un gigante di argilla forte e ubbidiente, che può essere usato come servo, impiegato per svolgere lavori pesanti e come difensore del popolo ebraico dai suoi persecutori. Può essere evocato pronunciando una combinazione di lettere alfabetiche.

Si dice che il Golem sia stato formato attraverso il testo Sefer Yetzirah: esso risale alla sapienza di Avraham e si distingue per l'esegesi sui segreti dell'alfabeto ebraico, delle Sefirot nel legame con l'anatomia del corpo umano, con i pianeti e con mesi, giorni e segni zodiacali: queste tre figure - l'uomo, il mondo e l'anno - rappresentano tre testimoni completi. Il Maestro che volesse formare un Golem, così si racconta, si serviva delle lettere girando attorno alla forma di argilla per un numero di volte preciso, in corrispondenza a tutte le figure citate sul Sefer Yezirah.

Il Golem era dotato di una straordinaria forza e resistenza ed eseguiva alla lettera gli ordini del suo creatore di cui diventava una specie di schiavo, tuttavia era incapace di pensare, di parlare e di provare qualsiasi tipo di emozione perché era privo di un'anima e nessuna magia fatta dall'uomo sarebbe stata in grado di fornirgliela.

Si narra che nel XVI secolo un mago europeo, il rabbino Jehuda Löw ben Bezalel di Praga, cominciò a creare golem per servirsene come servi, plasmandoli nell'argilla e risvegliandoli scrivendo sulla loro fronte la parola "verità" (in ebraico אמת [emet]). C'era però un inconveniente: i golem così creati diventavano sempre più grandi, finché era impossibile servirsene: il mago decideva di tanto in tanto di disfarsi dei golem più grandi, trasformando la parola sulla loro fronte in "morte" (in ebraico מת [met]); ma un giorno perse il controllo di un gigante, che cominciò a distruggere tutto ciò che incontrava. Il Golem, come una sorta di angelo però creato dall'uomo, si racconta operasse anche per la difesa di alcune comunità ebraiche dell'Europa orientale. Ripreso il controllo della situazione, il mago decise di smettere di servirsi dei golem che nascose nella soffitta della SinagogaStaronova, nel cuore del vecchio quartiere ebraico, dove, secondo la leggenda, si troverebbero ancora oggi.

Influenza culturale [modifica]

Scena dal film muto Der Golem, wie er in die Welt kam (1920) diPaul Wegener

Lo scrittore ed esoterista Gustav Meyrink si ispirò a questa leggenda per il suo romanzo del 1915 Il golem (Der golem) come anche il regista Paul Wegener per la serie di film classici dell'espressionismo cinematografico degli anni venti a partire dal film muto Der golem (1915). Questi film (soprattutto Der Golem, wie er in die Welt kam del 1920) ispirarono James Whale per il suo Frankenstein del 1931.

Il Golem è divenuto anche un personaggio dei fumetti Marvel Comics (1974-1975). A metà degli anni novanta un’altra versione del Golem apparve sotto il marchio DC Comics e si alleò ai Leymen in Primal Force.

Il Golem fa la sua apparizione anche nella serie animata I Simpson. Nell'episodio "La paura fa Novanta XVII" del 2006, Bart Simpson trova il Golem diPraga nello studio di Krusty, il cui aspetto è identico a quello del film Der Golem di Paul Wegener.

Golem è il nome di un Pokémon, dalle sembianze vagamente umane, costituito da un corpo di roccia solida e resistentissimo agli attacchi esterni.

Il Golem appare anche nei fumetti editi dalla Bonelli come Dylan Dog, Martin Mystère, Dampyr e Jonathan Steele.

Golem è stato il titolo di una trasmissione radiofonica trasmessa da Radio2 e condotta, per 11 anni, dal 1993 al 2004, dal giornalista Gianluca Nicoletti. Attualmente Nicoletti, su Radio24, trasmette "Melog"

Nel videogioco Golden Sun e nel suo seguito Golden Sun: l'era perduta appaiono vari tipi di Golem come nemici comuni.

Il gruppo musicale canadese dei Voivod ha dedicato al demone d'argilla della tradizione praghese il brano Golem dell'album Angel Rat.

"Der Golem" è il titolo di una canzone del gruppo italiano Death SS, inserita nell'album "The Seventh Seal" del 2006.

La figura del golem appare anche nel romanzo Le cronache del mondo emerso - Il talismano del potere di Licia Troisi. Infatti Nihal (la protagonista) combatte contro due golem e per ucciderli cancella la prima lettera scritta sulla loro fronte in modo che compaia la scritta "morte".

Bibliografia [modifica]

Statuina del Golem d'argilla, comunemente venduta ai turisti a Praga

Narrativa [modifica]

Filmografia [modifica]

Serie di film di Paul Wegener